sabato 2 luglio 2016

Euro 2016:Francia-Islanda

Si chiudono i quarti di finale e a scendere in campo è la Francia padrona di casa che affrontterà la sorpresa Islanda sulla strada che porta alle semifinale:partita tutt'altro che semplice per una nazionale transalpina che finora ha sempre faticato per aver la meglio dei propri avversari,riuscendo a recuperare contro l'Eire soltanto con la doppietta di Griezmann che si è svegliato al momento opportuno.
A rendere ancor più arduo il compito dei bleus c'è l'Islanda che è una squadra  organizzata tatticamente e che ha dimostrato di non scoraggiarsi nemmeno quando va sotto nel risultato;i nordici non hanno nulla da perdere ed appunto per questo giocheranno liberi mentalmente contro una Francia che invece avrà gli occhi del mondo intero addosso.
Non si sa se convintamente o per mettere le mani avanti ma Deschamps ha messo in guardia i suoi riguardo all'eventualità di poter sottovalutare l'avversario il che potrebbe risultare estremamente grave per i galletti:riuscire a sbloccare il punteggio nei primi minuti può essere quel clic che manca a Pogba e compagni per fare quel salto di qualità che finora non è arrivato.
Gli islandesi potranno comunque contare sui loro rumorosissimi tifosi che sono diventati un'emblema di questo torneo tanto da aver addirittura reso il loro geyser sound quasi un'inno della manifestazione:dovessero mai riuscire nell'impresa prepariamoci ad un'invasione vichinga ancor più massiccia per l'eventuale semifinale della prossima settimana.

Uefa-Conmebol,coppa a due

E' divenuta ufficiale in questi giorni la notizia della disputa di una sorta di Coppa Intercontinentale per nazioni tra il Cile vincitore della Copa America e la squadra che vincerà il Campionato d'Europa giunto alle fasi decisive in Francia;la proposta era stata lanciata dalla confederazione sudamericana ed è stata recepita dal massiomo organismo europeo che ha dato il suo assenso:da trovare sarà la data in cui far disputare tale incontro che vedrà di fronte due le due nazionali più vincenti del 2016.
Una decisione che forse punta anche a smarcarsi dalla Fifa e dalla sua Confederations Cup che mai troppo è piaciuta all'Europa perchè va ad intasare un calendario già troppo pieno ed oltretutto pone in primo piano confederazioni di secondo livello;per quanto a Zurigo nell'era Blatter la cosa non piacesse tanto,l'asse del calcio mondiale continua a restare in direzione nordest-sudovest sulla rotta Europa-Sudamerica.
Vedremop se la nuova presidenza della federcalcio mondiale affidata a Gianni Infantino promuoverà qualche cambiamento anche per quanto riguarda il mondiale per clubs che nel 90% dei casi di è risolto con la sfida tra i vincitori della Champions League e quelli della Copa Libertadores:un'inutile serie di partite volute dall'odioso svizzero Blatter per accrescere il suo potere a discapito dello spettacolo vero e della sostanza tecnica della manifestazione:una sua eventuale abolizione credo farebbe felici tutti quanti nel vecchio come nel nuovo mondo.

L'addio di Giggs ai Red Devils

Tutte le storie d'amore prima o poi finiscono,anche le più belle che sembrano poter durare per sempre,anche quelle in cui le due unità paiono fondersi per diventare una sola cosa...ed è cosi che per 29 lunghissimi anni sono stati Ryan Giggs ed il Manchester United,un'unico elemento che ha caratterizzato il calcio inglese ed internazionale.
Il giocatore che ha accompagnato più di chiunque altro la storia dello United dalla prima vittoria dell'era Ferguson all'ultima,colui che più di chiunque altro ha vestito la maglia rossa con il simbolo del diavolo lascia Manchester un'anno prima della scadenza del suo contratto da assistente;l'arrivo di Mourinho ed il cambiamento di indirizzo societario che ha portato all'Old Trafford anche Ibrahimovic hanno convinto il"mago gallese" a salutare la compagnia e a proseguire altrove la sua avventura nel calcio.
Un'addio che avviene proprio nei giorni in cui il Galles di cui tante volte ha vestito la maglia in carriera Giggs scrive le pagine più gloriose della propria storia calcistica approdando in semifinale agli Europei di Francia:un'addio che non può lasciare indifferenti per un giocatore che sul campo si è sempre comportato correttamente ed ha fatto dello stile una forma di biglietto da visita,poi quello che è successo nella sua vita privata è affar suo.
Una bandiera ammainata sull'altare del business e della vittoria ad ogni costo,in stile molto più americano che britannico:una cosa su cui riflettere proprio in questi giorni in cui la Gran Bretagna riconquista la sua piena indipendenza dall'Unione Europea;quanto è cambiata la società d'albione per usi,costumi e tradizioni in questi quarant'anni di integrazione tentata e fallita con il continente?A ognuno di noi la risposta.

I dragoni alle porte del paradiso

Si è consumata ieri sera a Lilla l'ennesima sorpresa di questi Europei che non saranno stati entusiasmanti tecnicamente ma che hanno sicuramente regalato emozioni infinite:lo sfavorito Galles ha eliminato il Belgio delle tante stelle che però faticano ad essere squadra,collettivo quando conta per davvero.
Ad una partenza arrembante dei diavoli rossi che nei primi venti minuti hanno messi sotto gli avversari,ha risposto un Galles che,forte del suo spirito indomito e di una certa leggerezza della difesa belga che ha concesso troppo,ha preso in mano le redini dell'incontro incanalandolo sui binari ad esso più congeniali:a dare la svolta all'incontro è stato il goal dello strepitoso Robson-Kanu che ha rispolverato la Cruijff's turn,la giravolta con cui l'asso olandese era solito liberarsi degli avversari che lo marcavano.
Di li in poi un Belgio in parte sotto choc emotivo,ha tentato di attaccare facendolo però senza costrutto finchè è arrivato il colpo di grazia con l'incornata di Vokes che ha mandato in semifinale Bale e compagni ed ha indirizzato sulla strada del ritorno a casa gli affranti belgi;una vittoria storica per i dragoni che alla loro prima partecipazione europea si trovano addirittura ad un passo dalla finale per il titolo con una squadra che nessuno considerava.
Per gli uomini di Wilmots invece una dura lezione che dimostra ancora una volta quanto sia vero il detto che undici o più buoni giocatori non necessariamente formino una grande squadra:se sapranno imparare dagli errori commessi il futuro può ancora essere loro.

Euro 2016:Italia-Germania

Siamo al grande giorno,qualcuno direbbe anche la madre di tutte le partite:Italia-Germania oltre ad essere il derby d'Europa è molto molto di più,è l'incontro-scontro tra due modi di vedere le cose,la vita,il mondo;da sempre in antitesi tra di loro,hanno trovato il modo di dare vita su di un campo da calcio a quella che è stata ribattezzata anche la sfida infinita.
Sono state protagoniste di partite epiche,di duelli leggendari passati alla sìtoria del calcio come la famosissima ed interminabile semifinale a Messico 70',oppure la finale di Madrid in cui Marco Tardelli liberò un'urlo che è entrato di diritto nell'iconografia dello sport mondiale,o ancora il penultimo atto di Germania 2006 in cui gli azzurri sbancarono Dortmund al 119' minuto con la meravigliosa parabola di Fabio Grosso.
Ora si trovano nuovamente di fronte nel periodo forse più difficile della storia azzurra quanto a mancanza di talento,mentre da parte teutonica il fiorire continuo di giovani virgulti e l'immigrazione di seconda generazione hanno dato nuova linfa al fussball germanico;sarà una patita giocata molto sui nervi ,in cui si contrapporranno la ragione tedesca di essere i più forti al cuore italiano di provarci sempre e comunque:un sottile equilibrio che potrebbe essere spezzato da un goal che sarebbe oro colato per chi lo segnasse,e se a farlo per primi fossero gli azzurri allora tutte le certezze germaniche svanirebbero in un solo colpo.
Sarà anche la sfida tra Conte e Loew:il primo lascerà a fine torneo per andare al Chelsea,il secondo potrebbe farlo in caso di conquista dell'alloro continentale:a loro spetterà gestire anche la mente oltre alla gambe dei calciatori che daranno vita ad un'altro capitolo dell'eterna sfida tra Italia e Germania.

venerdì 1 luglio 2016

Il Barcellona blinda Neymar

Alla fine dopo il tanto rumoreggiare dei mesi scoris è arrivato il rinnovo di contratto tanto atteso tra Neymar ed il Barcellona:l'asso carioca rimarrà in blaugrana fino al 2021 e vedrà la propria clasusola rescissoria salire dagli attuali 200 milini di euro ai 222 del secondo anno dell'accordo fino ai 250 delle rimanenti tre stagioni;fugati dunque tutti i dubbi su eventuali intromissioni di Psg e Real alla caccia del brasiliano che rimarrà in Catalogna come componente dell'ormai celebre Msn.
Passo importante del Barcellona che ha anche definito l'ingaggio di Umtiti dal Lione come difensore centrale ed attende il rientro alla base del canterano Denis Suarez per avere un'alternativa in più tra centrocampo ed attacco da poter utilizzare;mosse che vanno a puntellare una formazione che attende però di conoscere quale sarà il sostituto del partente Dani Alves,uomo che ha scritto pagine importanti in azulgrana.
Tornando a Neymar a prevalere dunque pare sia stata la volontà del giocatore che ha sempre detto di volrer continuare la sua avventura in Catalogna,mentre il padre agente spingeva perchè lui accettasse la corte del Psg e diventasse cosi la star numero uno dei parigini senza dover subire l'ingombrante presenza di Messi;una decisione che fa onore ad un giocatore spesso discusso per i suoi atteggiamenti specie fuori dal campo,ma che pare aver imboccato la strada della definitiva maturità.
Per il club del Camp Nou una riconferma che lascia ben intendere che per la prossima Champions League ci sarà ancora anche il Barcellona a lottare e a dire la sua in ambito continentale,con in più un Messi che chiuso il capitolo Argentina si dedicherà ancor di più anima e corpo alla causa azulgrana.


Italia-Germania,la vigilia

Siamo alla vigilia di quello che è il derby d'Europa,forse la sfida più sentita anche a livello non calcistico dell'intero globo;non soltanto le alpi dividono Italia e Germania,ma anche storia,cultura e tradizioni che rendono questo incontro speciale da sempre.
I temi del pre gara sono i soliti epiteti arroganti con i quali i tedeschi definiscono gli abitanti del bel paese ma anche,a livello strettamente sportivo le condizioni fisiche di De Rossi e l'innegabile gap tecnico che sulla carta divide le due compagini;senza il centrocampista della Roma gli azzurri perdono il faro in mezzo al campo,colui che sa dettare tempi e ritmi di gioco e dovranno eventualmente ripiegare su altre soluzioni per contrastare i teutonici.
Il giallorosso si è aggregato alla comitiva azzurra in partenza per Bordeaux e questo fa sperare in un recupero dell'ultimo minuto che sarebbe manna per la mediana italiana:se cosi non dovesse essere o se il giocatore non dovesse dare piene garanzie di utilizzo,Conte non esiterebbe a varare un'altra formazione in cui però gli 11 in campo siano in grado di contrastare appieno la debordanza fisica germanica.
E a proposito di Germania dopo le dichiarazioni sopra le righe rilasciate da Mueller ed in parte da Bierhoff,arrivano Kroos e lo stesso Joachim Loew a gettare acqua sul fuoco:il selezionatore ha detto che un minimo errore fatto contro l'Italia potrebbe costare ai suoi il biglietto anticipato di ritorno in patria;i tedeschi sanno bene che nel corso della loro storia nessuna nazionale è riuscita a metterli in difficoltà come gli azzurri,ed il non aver mai vinto contro di loro in gare ufficiali è un macigno pesante centomila tonnellate da portarsi appresso.