domenica 1 maggio 2016

Il professor Klopp alla conquista di Anfield

Quando il Liverpool ha deciso di esonerare Rodgers per affidarsi a Klopp,in molti si aspettavano che fin da subito il tedesco riuscisse ad imprimere una svolta decisa alla stagione dei Reds,mentre ora che siamo ormai quasi arrivati al capolinea possiamo dire che ciò non è avvenuto;ci sono state buone prestazioni questo è vero,la squadra si è qualificata alle semifinali di Europa League ma in campionato ha continuato ad alternare buone prestazioni ad altre decisamente da dimenticare.
Il professore ex Borussia Dortmund,chiamato cosi perchè durante la Coppa del Mondo tedesca del 2006 intratteneva i telespettatori con lezioni di tattica e di movimenti in campo,sarà messo decisamente alla prova questa estate quando dovrà dare indicazioni precise riguardo al mercato e a cosa ritiene che manchi ai Reds per fare il salto di qualità;come si sa ad Anfield attendono il titolo dal lontano 1990 e 26 anni per chi era abituato a vincere sempre soono di certo un'eternità.
Tutta Europa è stata affascinata dai gialloneri di Dortmund e dal calcio che offrivano quando erano allenati da Klopp,ora la stessa cosa si attende anche il pubblico di una Premier League che vivrà grossi sconvolgimenti durante l'estate:Conte arriverà al Chelsea,Guardiola al Manchester City,forse Mourinho allao United e nemmeno la panchina di Wenger all'Arsenal è più tanto solida.
In questo bailamme che si prospetta soprattutto dopo l'oramai imminente vittoria del Leicester di Ranieri,i tifosi del Liverpool vogliono fortemente che la loro squadra torni a recitare quel ruolo da protagonista che la storia del calcio inglese le ha riservato:starà a Klopp dimostrare di essere il messia tanto atteso nella Merseyside.

Djalma Santos

Nel 1968 Djalma Santos ha oramai 39 anni,classe ed eleganza nei movimenti sono quelle dei giorni migliori,ma l'autonomia è quella che è però il vecchio campione torna a vestire la maglia della Selecao in occasione di un Brasile-Uruguay che celebra la sua presenza numero 100;la partita si svolge a Sao Paulo proprio la città dove Djalma è nato e cresciuto entrando a far parte del verdao del Palmeiras.
Terzino destro di straordinario tempismo,chiude quel giorno un romanzo iniziato ben 16 anni prima e che vive le sue pagine più belle in occasione delle quattro Coppe del Mondo da lui disputate con la maglia verdeoro;la sua fama di straordinario cursore di fascia l'acquisisce in occasione di Svizzera 54' in cui fa coppia sulle fasce laterali con l'altro Santos,Nilton bianco terzino sinistro,mentre Djalma è  di colore.
Protagonista più con la nazionale che non con il suo club ovvero il Palmeiras,è sicuramente tra gli attori prinicipi della doppia vittoria conquistata sia in Svezia nel 58' con un giovanissimo Pelè,sia quattro anni più tardi in Cile quando invece O'rey deve dare forfait dopo la prima partita per infortunio;compone con Garrincha sull'out di destra forse la coppia con maggior tasso tecnico e di fantasia mai vista sui campi di calcio.
E' presente anche nel 66' in Inghilterra ma il fisico non è più quello dei giorni migliori,appesantito dall'età e dai chilometri macinati sul campo;il Brasile cede nei quarti di finale e di fatto lui chiude la sua carriera internazionale qui,anche se come detto vivrà un'ultimo scampolo di gloria  in occasione della centesima presenza quando i suoi concittadini corrono allo stadio per rendergli il giusto omaggio.

Porto,fucina di campioni

Da molti anni oramai il Porto è una realtà affermata del calcio europeo,avendo conquistato due Coppe dei Campioni,una Intercontinentale,una Coppa Uefa e numerosissime volte il torneo nazionale oltre alla coppa;da più di trent'anni la società dello stadio Do Dragoes da dimostrazione di saper competere sempre ad alti livelli pur non disponendo certo del budget che hanno le grandi tradizionali d'Europa o le potenze emergenti finanziate da magnati asiatici.
Programmazione e ricerca dei talenti a basso costo oltre ad un'accurato lavoro nel settore giovanile per sviluppare il talento,sono alla base del successo duraturo che ha permesso ai biancoblu di sorpassare il Benfica che era tradizionalmente la compagine di riferimento del paese che si affaccia sull'oceano Atlantico.
Nel corso di tre decenni si sono avvicendati fior di allenatori sulla panchina portista,da Artur Jorge a Jose Mourinho,da Bobby Robson ad Andrè Villas Boas ed il comune denominatore è sempre stato lo stesso:vincere e tirare fuori il meglio dai giocatori a disposizione per poterli poi offrire al mercato internazionale ricavando sempre utili importanti da poter subito reinvestire.
Fior di giocatori sono passati per il nord del Portogallo,da Paulo Futre a Ricardo Carvalho,da Deco a Jardel,da Vitor Baia a Casillas solo per citarne alcuni tra i più noti, e tutti una volta terminata l'avventura al Porto hanno continuato con successo la loro carriera nei più importanti clubs del continente;un'insegnamento soprattutto per chi si lamenta che senza budget stratosferici non si può competere ad alti livelli:basta aver voglia di imparare,il Porto insegna...

Francia,tornei senza senso

Quella che si sta avviando alla conclusione e che porterà agli europei casalinghi,è stata in Francia una stagione dominata ancora una volta dal Paris Saint Germain con un divario che è diventato davvero imbarazzante nei confronti delle avversarie;mancano due turni al termine del campionato ed il vantaggio dei parigini nei confronti dele seconde in classifica è addirittura di 27 punti!!!!!
Che la cosa sia imbarazzante è dire poco,e potrebbe diventare un problema per la stessa società campione di Francia che si trova a vincere senza in pratica avere concorrenza:con la coppa di lega già in bacheca e la coppa nazionale da giocarsi contro l'Olympique Marsiglia,si rischia di avere un'altro en plein da parte di Ibrahimovic e soci con gli altri clubs che si trovano a fare da sparring partners accusando un divario economico spropositato nei confronti del team della Ville Lumiere.
Di questa questione dovrebbe iniziare a preoccuparsi ed interessarsi la stessa federazione francese che vede i propri tornei nazionali monopolio esclusivo di una singola squadra che può contare su di un budget spropositato;è accaduto anche in passato che alcune società infilassero un filotto di titoli nel corso di più anni consecutivi,ma la lotta comunque c'era mentre ora il Psg si trova a vincere con addirittura 8 giornate di anticipo il titolo.
Le benemerite cautorità europee,tanto ligie a classificare il calcio come attività lavorativa e quindi permettere la libera circolazione dei calciatori contribuendo a distruggere i vari movimenti nazionali,dovrebbero attivarsi per aprire un'inchiesta per abuso di posizione dominante che in pratica impedisce alla concorrenza di competere...questo se fossero serie e stesse loro a cuore il problema,ma personalmente ne dubito molto.

Euro 2016:Germania

Si trattasse di  Campionati Europei o di Coppa del Mondo,quasi sempre la Germania si presentava ai nastri di partenza tra le favorite se non addirittura come la favorita,e questo è successo anche quando il calcio tedesco ha sofferto un cambio generazionale che ha dovuto metabolizzare nel tempo;ora che i tedeschi sono tornati a dettare legge con la finale ad Euro 2008 ed il trionfo mondiale di Rio,oltre che con Bayern e Borussia Dortmund tra i clubs,questa diventa ancor di più una verità assoluta.
Passata la sbornia per il successo iridato,Joachim Loew ha in parte modificato la rosa della squadra inserendo alcuni giovani interessanti,ma l'asse portante rimane quello che ha condotto la Germania alla vittoria sull'Argentina;difficile dunque pensare ad un team teutonico lontano dai primi quattro posti,se non addirittura dalla finale come molti osservatori pronosticano.
Baluardo quasi insormontabile della retroguardia è ancora Manuel Neuer che dopo aver raccolto il testimone da Kahn nella Germania e nel Bayern si è costantemente mantenutonella top five dei migliori al mondo;alle sue spalle scalpitano sia Ter-Stegen che Trapp,ma finchè il titolare su manterrà su questi livelli per loro non ci sarà spazio.
In difesa capitan Lahm guida una vera corazzata che potrà contare a scelta su Boateng se si rimetterà in tempo,Hummels pare oramai certo al Bayern,Mertesacker,Howedes più una pletora di rincalzi che non aspettano altro che un'opportunità;sarà davvero difficile per chiunque affrontare una retroguardia cosi munita.
Alto l'imbarazzo della scelta anche nella zona nevralgica del campo con i veterani Khedira,Schweinsteiger,Ozil,Kroos e Muller che  compongono una linea mediana che ora come ora in Europa forse solamente la Spagna al gran completo può permettersi di fronteggiare senza cedere l'onore delle armi.
Davanti ancora nel giro il fedelissimo Podolski ed il redivivo Gomez,ma attenzione ad un Schurrle voglioso di riscatto dopo l'infelice parentesi inglese che lo ha poi riportato in patria nelle fila del Wolfsburg;manca forse il titpico attaccante teutonico com'è nell'immaginario collettivo,ma il tipo alla Kiessling a Loew non è mai piaciuto preferendo uno schieramento più"moderno".

Piazzamento finale:Vittoria

Formazione base:Neuer,Ginter,Lahm,Khedira,Boateng,Hummels,Kroos,Schweinsteiger,Schurrle,Ozil,Mu
ller

Euro 2016:Irlanda del Nord

In un'europeo per la prima volta allargato a 24 squadre,torna a far capolino tra le grandi d'Europa l'Irlanda del Nord;a dire il vero è la prima partecipazione dei britannici alla rassegna continentale,ma in passato sono stati tra le europee a partecipare alla fase finale di una Coppa del Mondo nel 1958 a spese dell'Italia, epoi per due edizioni consecutive in Spagna e Messico.
Non ci sono stelle nell'organico dei verdi del nord, ed il giocatore più rappresentativo ovvero Kyle Lafferty ha oramai un futuro dietro le spalle riguardo il grande calcio;la maggior parte degli elementi selezionabili gioca nel Championship inglese,ma spirito combattivo ed unione del gruppo possono rappresentare la forza di una squadra che sul piano tecnico difficilmente può rivaleggiare con le altre formazioni presenti in Francia.
A difesa dei pali troviamo McGovern estremo difensore del Hamilton scozzese,anche se nella rosa dei convocati dovrebbe figurare anche quel Roy Carroll che in passato ha difeso la porta del Manchester United;la difesa è imperniata principalmente sull'altro ex Red Devil Jonny Evans,giocatore che prometteva bene ma che con il ritiro di Alex Ferguson ha dovuto lasciare Old Trafford e sul suo attuale compagno di squadra McAuley.
A centrocampo l'elemento più tignoso è senza dubbio Chris Brunt, fuori dalle ultime convocazioni ma che a giugno dovrebbe esserci, coadiuvato dal mediano del Southampton Steven Davis reduce da una buona stagione coi Saints di Ronald Koeman:Altri elementi in grado di spostare gli equilibri in campo non ce ne sono,per cui si dovrà puntare ancor di più che negli altri reparti sulla lotta e la corsa.
Infine l'attacco dove spicca appunto l'ex Rangers ma anche Palermo Kyle Lafferty,che dopo l'esperienza italiana ha fatto ritorno in Gran Bretagna per vestire la maglia dei canarini del Norwich;a dargli man forte potrebbe essere McGinn dell'Aberdeen che ha conteso il titolo al Celtic in questa stagione.

Piazzamento finale:Primo turno

Formazione base:McGovern,A.Hughes,McLaughlin,Brunt,McAuley,Evans,Dallas,Norwood,Lafferty,Boyce,McGinn.

Gianni Rivera

Il suo esordio in Serie A avvenne addirittura a quindici anni con la squadra della sua città natale Alessandria,e da li ebbe inizio una carriera che dopo poco tempo si legò per sempre alla storia del Milan:Gianni Rivera dei rossoneri è stato capitano,miglior giocatore italiano e uomo simbolo oltre a diventarne vice presidente nel periodo peggiore della sua storia.
Due anni dopo aver esordito nel calcio che conta passò al Milan con cui rimarrà per ben 19 anni,a parte una breve parentesi in cui annunciò il ritiro per dissidi col proprietario di allora,salvo poi tornare sui suoi passi pochi mesi dopo ad avvenuto cambio di proprietà;all'età di vent'anni aveva già vinto il suo primo scudetto ed alzava al cielo di Wembley la Coppa dei Campioni nella storia del calcio italiano.
Fu protagonista suo malgrado ci una celebre rivalità con Sandro Mazzola dovuta al fatto che rappresentavano le due diverse sponde della Milano calcistica ma soprattutto alla celebre staffetta della Coppa del Mondo messicana,visto che il selezionatore Valcareggi li reputava incompatibili e quindi li utilizzava alternandoli:tristemente famosi rimasero i soli 6' di gioco accordatia Rivera nella finale contro il Brasile persa per 4-1.
La sua parabola azzurra durò fino a Germania 74' quando ci fu un cambio generazionale,ma non è stata mai nemmeno paragonabile a quella vissuta con la maglia rossonera;si passò infatti dalla figuraccia inglese contro la Corea del Nord alla panchina messicana per finire con l'eliminazione tedesca al primo turno,passando per l'unica parentesi felice dell'europeo casalingo del 1968.
In maglia Milan invece Rivera incanta essendo in possesso di dribbling,visione di gioco e lancio calibrato che manda regolarmente la tiro gli attaccanti rossoneri,quand'anche non decide lui stesso di concludere a rete;queste qualità gli consentono di sopperire ad una scarsa attitutudine alla corsa ed al sacrificio che gli viene spesso imputata:queste critiche non gli impediscono tuttavia di essere il primo calciatore italiano a vincere il pallone d'oro di France Football.
Soprannominato"l'abatino d'oro"da Gianni Brera ma anche"golden boy",Rivera conquisterà soltanto 3 scudetti nella sua carriera a cui però vanno ad affiancarsi 2 Coppe dei Campioni,2 Coppe delle Coppe ed una Intercontinentale oltre a quattro coppe Italia;è curioso notare come i titoli tricolori siano giunti all'inizio dell'avventura milanista,a metà,e all'ultima stagino in rossonero che coincise poi con la conquista della stella.
Ritiratosi dall'attività agonistica rikmase nella sociretà come vice presidente ma in quel periodo il Milan venne travolto dal calcio scommesse e fini in serie B per ben 2 volte,di cui una retrocessione patita sul campo;cambiata la proprietà con l'ingresso di Berlusconi,per lui non c'è più posto e da allora segue le vicende rossonere da molto lontano,lui che del diavolo è stato la bandiera più importante.