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sabato 11 giugno 2016

Olanda-Urss 88'


La finale del campionato europeo 1988 vede di fronte due nazionali simili ma anche profondamente diverse,l'Olanda guidata dall sfinge Rinus Michels e l'Unione Sovietica di Valeri Lobanovski:il primo è colui che ha inventato il calcio totale nella Amsterdam degli anni 60',il secondo invece ha utilizzato la Dinamo Kiev come laboratorio di idee per forgiare quello che la stampa occidentale ha definito il calcio del 2000.
Due concetti di calcio che mettono al centro del progetto la squadra ed il collettivo,ma mentre nella concezione olandese viene lasciata ampia possibilità al singolo di improvvisare, in quella sovietica l'applicazione degli schemi dev'essere rigida,quasi scientifica ed il giocatore quasi un'automa che esegue un'ordine.
Con queste filosofie le due formazioni si presentano sul prato dell'Olympiastadion di Monaco di Baviera per quella che sarà l'ultima edizione di una finale continentale disputata di pomeriggio:le due compagini si sono già affrontate in apertura di torneo ed avevano vinto i sovietici con goal di Rats,ma l'Olanda dall'entrata di Van Basten nell'undici titolare è diventata un'altra squadra.Le due avversarie si fronteggiano senza che nessuna diano l'impressione di prevalere sull'altra,e le cose vanno avanti cosi per buona parte del primo tempo finchè un pallone in uscita dall'area sovietica viene intercettato dall'Olanda che ributta in mezzo cogliendo la difesa di Lobanovski fuori posizione:Ruud Gullit incorna di testa battendo Dasaev,sembra fuorigioco ma non è cosi.
Gli uomini con la scritta CCCP sul petto si ripresentano in campo con il dovere di ribaltare il risultato pena un'altra beffa dopo quella della Coppa del Mondo messicana che li vedeva tra i favoriti dopo il girone eliminatorio:le stelle Belanov,Zavarov e Protasov però non brillano rendendo difficoltoso il riaggancio sovietico

Al 9' minuto del secondo tempo accade qualcosa che rimarrà nella storia del calcio:Van Tiggelen intercetta un pallone nella zona di centrocampo e con un poderoso break ribalta il gioco verso la porta sovietica scaricando poi su Arnold Muhren che fati un paio di passi crossa immediatamente al centro dell'area di rigore trovando Marco Van Basten;il cigno di Utrecht non ci pensa due volte e di destro al volo calcia verso Dasaev con una parabola che diventa una sorta di pallonetto imparabile per il portiere dello Spartak Mosca:l'Olanda è sul 2-0 e l'olandese volante ha appena segnato forse il più bel goal mai visto su di un campo di calcio.
La partita può dirsi finita qui con gli olandesi che usano il tempo che resta per assaporare quella gioia che in passato il destino aveva negato ai tulipani:grazie alle cinque reti di Van Basten(l'uomo che aveva esordito nel calcio che conta sostituendo un certo Johan Cruijff...)gli arancioni sono campioni d'Europa e Michels si prende la rivincita sul fato che sullo stesso campo gli aveva negato la gioia mondiale 14 anni prima.
Il dopo partita inizia con le note dei Queen e di We are the champions e prosegue per le strade di Monaco fino al rientro in patria dove i tulipani vengono accolti come eroi;la storia ha restituito all'Olanda almeno in aprte ciò che le spettava di diritto

Formazioni

Olanda:Van Breukelen,Van Tiggelen,Van Aerle,Wouters,Rijkaard,R.Koeman,Vanenburg,A.Muhren,Van Basten,Gullit,E.Koeman.All:Michels

Urss:Dasaev,Demjanenko,Rats,Gotsmanov(68'Baltacha),Kuznetsov,Khidiatulin,Litovchenko,Mikhailichenko,
Zavarov,Protasov(71'Pasulko),Belanov.All:Lobanovski

Ammoniti:Demjanenko,Khidiatulin,Litovchenko,Van Aerle,Wouters

Arbitro:Vautrot(Fra)

giovedì 2 giugno 2016

Amburgo -Juventus 83'

La finale di Coppa dei Campioni 1983 va in scena allo stadio olimpico di Atene ed è una sorta di rivincita della finale mondiale di Madrid che dodici mesi prima ha visto opposte Italia e Germania Ovest,anche se nell'Amburgo non vi sono molti giocatori che calcarono i campi spagnoli.
Il seguito di tifosi che accompagna i bianconeri è enorme,si valuta in circa trentamila presenze ed è pronto ad esultare per una coppa che sulla carta pare vinta già in partenza;il cammino per arivare in finale ha visto gli uomini di Trapattoni sconfiggere anche i detentori dell'Aston Villa prima di abbattere in semifinale i polacchi del Widzew Lodz.
Dal canto suo l'Amburgo si presenta ad Atene da sfavorito senza nulla da perdere ma con la consapevolezza di essere un'osso duro per chiunque e di avere in panchina un certo Ernst Happel,uno che la coppa l'ha già vinta 13 anni prima con il Feyenoord;i tedeschi si approcciano alla partita dunque in maniera rilassata ben sapendo dove andare a colpire e come inaridire le fonti del gioco bianconero.
Pronti via e Rolff si incolla subito a Platini impedendogli di entrare nel vivo del gioco,condizione che durerà per tutta la partita;passano appena 8' minuti di gioco e Magath,il giocatore più tecnico dei teutonici supera in dribbling Bettega e Scirea depositando alle spalle di Zoff un beffardo pallonetto che risulterà alla fine essere la rete che deciderà l'incontro.
Partirà da li la furiosa rimonta bianconera si pensa...ed invece no perchè la Juventus man mano che passano i minuti si fa sempre più intrappolare in una sorta di ragnatela con cui gli anseatici addormentano la partita fino alla fine del primo tempo;quando le squadre rientrano la musica non cambia di molto ed allora il tecnico bianconero Trapattoni tenta la carta della disperazione togliendo uno spento Paolo Rossi e mettendo Platini a fare il centravanti:la mossa si rivelerà senza successo permettendo all'Amburgo di dare vita ad una delle più grandi sorprese nelle finali di coppa europee.
Per i bianconeri rimane il rammarico di aver buttato alle ortiche un'opportunità ghiottissima senza aver in pratica giocato,messi all'angolo da quel tiro di Magath che ancor oggi a distanza di oltre trent'anni brucia e non poco agli juventini che oltre tutto poterono usufruire dell'eliminazione dell'avversario più pericoloso,ovvero il Liverpool proprio per mano dei polacchi del Widzew poi battuti in semifinale.

Formazioni

Amburgo:Stein,Kaltz,Wehmeyer,Rolff,Jakobs,Hieronymus,Milewski,Groh,Hrubesch,Magath,Bastrup(56' Von Heesen).All:Happel

Juventus:Zoff,Gentile,Cabrini,Bonini,Brio,Scirea,Bettega,Tardelli,Rossi(56'Marocchino),Platini,Boniek.All:
Trapattoni

Marcatori:8'Magath

Ammoniti:Rolff,Groh,Cabrini


mercoledì 1 giugno 2016

Roma-Liverpool 84'

La finale di Coppa dei Campioni 1984 avviene in un'contesto strano,inconsueto come lo è stata tutta quella coppa che non vedeva al via clubs storici quali Juventus,Milan,Inter,Bayern,Real,Barcellona,Manchester United,Celtic etc...:lo scenario è lo stadio Olimpico di Roma ed una delle due finaliste è appunto rappresentante della città ospitante.
La Roma reduce dallo storico scudetto dell'anno precedente sulle ali dell'entusiasmo riesce a raggiungere la finale dopo essersela vista brutta nel turno precedente contro il Dundde United,partita che salirà agli onori della cronaca anni dopo per un tentativo di corruzione all'arbitro francese Vautrot;opposto ai giallorossi c'è il Liverpool dominatore della scena inglese e voglioso di salire per la quarta volta sul trono d'Europa.
Gli inglesi passano in vantaggio al 15'minuto grazie ad un colpo di testa di Neal che in mischia riesce ad infilare Tancredi,anche se ai più il goal è parso viziato da un fallo del terzino britannico;la Roma subisce il colpo ma dopo qualche minuto di sbandamento reagisce da grande squadra e trova la via del pareggio grazie al suo bomber principe,ovvero Roberto Pruzzo.Da quel momento il match vive in una sorta di stallo con i due teams che non vogliono offrire il fianco all'avversario,e le uniche emozioni le offre il portiere Grobbelaar con le sue uscite spericolate ed i gesti clowneschi.
Si va ai supplementari ma anche in questo caso succede poco o nulla,con il Liverpool che ancor più della Roma pare voler portare la sentenza ai tiri di rigore dove conta di far valere la maggiore esperienza internazionale dei suoi elementi chiave;si va dunque ai tiri dal dischetto e qui succede un qualcosa di imprevisto,ovvero Falcao si rifiuta di tirare non sentendosela di prendersi tale onere:da quel momento in poi i rapporti con i giallorossi andranno deteriorandosi.
Dopo vantaggi e ritorni si arriva all'ultimo penalty che Graziani calcia alle stelle,mentre Kennedy per i Reds va a segno:la coppa prende la via dell'Inghilterra lasciando nei tifosi dell'Olimpico un'amarezza indescrivibile.

Formazioni

Roma:Tancredi,Nappi,Nela,Falcao,D.Bonetti,Righetti,Conti,Cerezo(115'Strukelij),Pruzzo(64'Chierico),Di Bartolomei,Graziani.All:Liedholm

Liverpool:Grobbelaar,Neal,A.Kennedy,Whelan,Lawrenson,Hansen,Johnston(72'Nicol),Lee,Rush,Souness,
Dalglish(94'Robinson)All:Fagan

Marcatori:13'Neal;42'Pruzzo.

Rigori:Nicol E,Neal,Souness,Rush,Kennedy G
Conti,Graziani E,Di Bartolomei,Righetti G

Ammoniti:Neal,Conti


martedì 31 maggio 2016

Ajax-Inter 72'

Esattamente 44 anni fa andava in scena la diciasettesima finale della Coppa dei Campioni,ed in campo ad affrontarsi c'erano due concezioni antitetiche di calcio:da una parte l'italianista Inter che fa della difesa e del contropiede le sue armi migliori,mentre dall'altra troviamo il Grande Ajax nel piano del suo ciclo vincente che fa del possesso palla,del fuorigioco e dell'interscambiabilità tra i giocatori le carte vincenti.
Entrambe avevano faticato in semifinale con gli olandesi che hanno avuto la meglio sul Benfica soltanto per 1-0,mentre i nerazzurri hanno avuto partita vinta a tavolino perchè nel match di Moechengladbach una lattina ha colpito Boninsegna costringendolo ad uscire dal campo;lo scenario dell'incontro conclusivo è lo stadio De Kuip di Rotterdam,per cui i lancieri già super favoriti possono contare anche sull'appoggio dei propri sostenitori.
La partita si mette subito sui binari previsti,con l'inter arroccata in difesa nel tentativo di contenere  gli estri avversari e l'ajax a riversarsi in avanti a larghe ondate coinvolgendo nella manovra tutti i reparti com'era nell'attitudine stessa del calcio totale;il primo tempo è un continuo assalto alla porta dei milanesi che dopo 20' di gioco devono rinunciare al difensore Giubertoni sostituito dal mediano Bellini:applicando sistematicamente il fuorigioco i biancorossi di Amsterdam guidati da Kovacs(che ha sostituito Michels volato a Barcellona)troncano sul nascere la velleità italiana di colpire in contropiede,trasformando la gara in un vero e proprio assedio.
Protagonista assoluto della ripresa è Johan Cruijff che con il suo gioco fatto di finte,scatti e repentine frenate,cambi di velocità improvvisi irride il povero Oriali che lo marca e va già ad inizio ripresa in goal portando in vantaggio l'Ajax;il canovaccio dll'incontro comunque non cambia più di tanto ed al 78' minuto di gioco Il Profeta del Goal insacca il definitivo 2-0 che issa per la seconda volta consecutiva i lancieri dei Amsterdam sul tetto d'Europa.L'intero continente rimane stupefatto dal rivoluzionario calcio proposto da Cruijff e compagni,nulla di simile si era mai vista perlomeno ad un'intensità fisico-atletica cosi elevata,sublimata da una tecnica sopraffina in moltissimi degli elementi che compongono la rosa ajacide.
Durerà ancora un'anno il regno dei biancorossi prima che il n°14 decida di volare in Catalogna lasciando la propria squadra orfana del suo leader in campo.I nerazzurri arrivati in finale tra molte difficoltà,vivrqannò un periodo di cambiamento con molti senatori al passo d'addio.

Formazioni

Ajax:Stuy,Suurbier,Krol,Haan,Hulshoff,Blankenburg,Swart,G.Muhren,Cruijff,Neeskens,Keizer.All:Kovacs

Inter:Bordon,Bellugi,Facchetti,Oriali,Giubertoni(20'Bertini),Burgnich,Jair(58'Pellizzaro),Bedin,Boninsegna,
Mazzola,Frustalupi.All:Invernizzi

Marcatori:47'-78'Cruijff

Ammoniti:Boninsegna

domenica 29 maggio 2016

Milan-Steaua 89'

Fu una delle più grandi migrazioni di massa nella storia calcistica,come giocare una finale paraticamente in casa data l'assenza o quasi di tifosi rivali;Milan-Steaua del 1989 viene ricordata come la partita che segnò la definitiva rinascita rossonera dopo gli anni bui del calcioscommesse e della gestione Farina,giusto compimento del campionato vinto l'anno precedente in rimonta contro il Napoli di Maradona.
Quella sera di maggio del 1989 si affrontano al Camp Nou di Barcellona due squadre dai percorsi sostanzialmente diversi:la Steaua domina il campionato nazionale agevolata dall'essere il club dell'esercito negli anni del regime di Ceausescu con la sola Dinamo ad impensierirla fino ad un certo punto;il Milan dal canto suo in quell'annata punta tutto sulla coppa dopo aver rischiato l'eliminazione negli ottavi contro la Stella Rossa,salvato dalla provvidenziale nebbia di Belgrado mentre nel torneo interno deve cedere il passo all'Inter guidata da Trapattoni.
La partita si presenta già dall'inizio con uno schema tattico ben preciso,ovvero i rossoneri all'attacco nel tentativo di fare la partita ed imporre il proprio gioco ed i romeni asserragliati in difesa tentando di replicare il match con il Barcellona che tre anni prima aveva dato loro la coppa tra la sorpresa generale;il piano di Iordanescu dura però soltanto 18 minuti,fino a quando il tulipano nero Ruud Gullit buca la porta difesa da Lung dando il via ad una vera e propria cavalcata trionfale.
Dopo 9 minuti sarà infatti il capocannoniere di Euro88' Marco Van Basten a mettere la propria firma sull'incontro,replicato ancora da Gullit quasi allo scadere del primo tempo;i giocatori della Steaua assistono inermi al dominio rossonero già sperimentato in semifinale dal Real Madrid umiliato per 5-0 a San Siro,e non riescono ad imbastire la benchè minima reazione di fronte ad un'avversario impressionante.
In avvio di ripresa toccherà ancora al pallone d'oro in carica Van Basten apporre il sigillo definitivo al risultato dando il via a due anni di dominio incontrastato della scena internazionale da parte del Milan considerato unanimemente e giustamente da pubblico e critica come la squadra più forte del mondo,una sorta di rinascita del calcio totale olandese di quindici anni prima rivisitato e calato nella realtà del panorama calcistico italiano.

Milan-Steaua 4-0

Formazioni

Milan:Galli,Tassotti,Maldini,Colombo.Costacurta(74'F.Galli),Baresi,Donadoni,Rijkaard,Van Basten,Ancelotti,Gullit(60'Virdis).All:Sacchi

Steaua:Lung,Petrescu,Bumbescu,Stoica,Iovan,Ungureanu,Lacatus,Minea,Piturca,Hagi,Rotariu(46'Balint)
All:Iordanescu

Marcatori:Gullit 18'-39'.Van Basten 27'-47'

Ammoniti:Baresi

sabato 28 maggio 2016

Bayern-Porto 87'

La finale di Coppa dei Campioni 87' si svolge al Prater di Vienna,e a giocarla sono il Bayern Monaco di Lothar Matthaus ed il Porto che ha nella giovane stella Futre l'elemento di maggior richiamo;i tedeschi sono giunti all'atto conclusivo battendo con un complessivo 4-2 il Real Madrid in semifinale,mentre i portoghesi con identico punteggio hanno eliminato la lanciatissima Dinamo Kiev di Valeri Lobanovski.
Il 27 maggio del 87' il Bayern scende in campo con i favori del pronostico,forte di un'organico che presenta elementi di sicura qualità e che offrono ampie garanzie in fatto di tenuta psicologica;il Porto da sfavorito non ha nulla da perdere e questa si rivelerà forse l'arma in più del team guidato da Artur Jorge.
L'inizio di partita vede subito i teutonici assediare la metà campo del club portoghese,prendendo in mano le redini dell'incontro come ci si aspettava nelle previsioni della vigilia con Futre e compagni che tentano ogni qual volta ne hanno l'occasione di farsi vivi in contropiede;appena passata la metà del primo tempo ecco giungere il vantaggio del Bayern grazie a Kogl che insacca alle spalle di Mlynarczyk sbloccando una partita che poteva altrimenti complicarsi per Matthaus e compagni.
Tutti pensano che da li in poi la gara sarà tutta in discesa per i bavaresi che potranno attendere il momento propizio per chiudere la contesa e tornare campioni d'Europa 11 anni dopo l'ultimo successo:in campo c'è tra l'altro Michael Rummenigge,fratello minore di Kalle protagonista dell'ultimo trionfo dei rossi.
I minuti però passano ed il raddoppio non arriva,anzi i tentativi di rimonta dei portisti si fanno sempre più insistenti finchè a 12 minuti dal termine arriva l'inatteso pareggio firmato da Rabah Madjer con un colpo di tacco che verrà definito irrispettosamente dalla stampa il"tacco di Allah";il pervenuto pareggio carica i portoghesi mentre nelle fila tedesche si vivono attimi di smarrimento,quasi increduli di quanto accaduto.
Passano appena due minuti ed il brasiliano Juary entrato in campo ad inizio ripresa trova la via del goal firmando il sorpasso che a tutti pareva impossibile;il Prater è incredulo di quanto sta accadendo,il piccolo Davide che sta facendo lo sgambetto al gigante Golia;gli ultimi minuti sono un'assalto all'arma bianca da parte dei tedeschi che però al fischio finale si devono arrendere all'evidenza:tra la sorpresa generale il Porto è campione d'Europa per club non potendo tra l'altro contare su Fernando Gomes,il giocatore più rappresentativo e bomber storico dei dragoes.

Formazioni:

Porto:Mlynarczyk,Joao Pinto,Eduardo Luis,Quim(46'Juary),Celso,Augusto Inacio(66'Antonio Frasco),Jaime Magalhaes,Sousa,Madjer,Futre,Andre.All:Artur Jorge

Bayern:Pfaff,Nachtweih,Brehme,Eder,Winklhofer,Pflugler,Flick(82'Lunde),Matthaus,M.Rummenigge,D.Hoeness,
Kogl.

Marcatori:25'Kogl,78'Madjer,80'Juary.

Ammoniti:Celso,J.Magalhaes,Sousa,Winklhofer


domenica 3 aprile 2016

Manchester United-Bayern Monaco 99'

Quella che è andata in scena al Camp Nou di Barcellona il 26 maggio 1999 è ricordata come una delle partite più clamorose nella storia del calcio,un match che nel giro di 3 minuti è cambiato quando oramai i tedeschi aspettavano soltanto il fischio finale per tornare a festeggiare dopo 23 anni la vittoria del trofeo più ambito.
Fu quella la prima edizione della coppa dalle grandi orecchie che vedeva al via anche i teams secondi classificati nei rispettivi campionati nazionali,come appunto era il Manchester United in quell'annata;per arrivare in finale gli inglesi avevavno battuto nei quarti l'Inter ed in semifinale da sfavoriti la Juventus reduce da tre finali di fila,mentre il Bayern aveva fatto fuori in uno scontro tutto teutonico il Kaiserslautern senza problemi e la Dinamo Kiev dell'astro nascente Shevchenko che cedette soltanto per 4-3 nel doppio confronto.
Alla finale il Manchester arrivava con il titolo inglese già in tasca e la FA Cup vinta proprio nel sabato precedente la finale di Champions League con la possibilità dunque di fare uno storico treble;dal canto suo il Bayern ritentava l'ennesimo assalto a quella coppa che dopo i fasti degli anni 70' pareva stregata.Lo United pur leggermente favorito pagava l'assenza di capitan Roy Keane squalificato ma poteva contare sull'inventiva di Giggs e Beckham e la vena dei calypso boys oltre naturalmente su saracinesca Peter Schmeichel;il Bayern schierava la difesa della Germania guidata da Kahn e Matthaus oltre a SuperMario Basler e all'estroso Effenberg.
La partita dai primi minuti si incanala sui binari classici con gli inglesi ad attaccare ed i tedeschi a difendersi non mancando di replicare quando possibile in contropiede;neanche il tempo di mettere a fuoco la dinamica della partita ed il Bayern è già avanti grazie proprio a Basler che al 5' colpisce a freddo la difesa dei Red Devils;da questo momento in poi sarà un'assalto all'arma bianca da parte dello United che troverà però sulla propria strada un'insuperabile Oliver Kahn che nelle giornate di vena è pressochè imbattibile.
Perdurando queste condizioni di gioco Alex Ferguson decide di variare l'attacco togliendo uno dei piccoletti davanti per inserire Teddy Sheringham ariete prelevato dal Tottenham l'estate precedente,ma anche questa mossa pare non dare gli esiti sperati e quindi il manager scozzese si affida all'uomo della provvidenza,ovvero Ole Gunnar Solskjaer che tante volte lo ha tratto d'impaccio in campionato.
Da notare che su ambo i fronti ci sono due campionissimi al passo d'addio,Ossia Matthaus che andrà a giocare negli Stati Uniti e Schmeichel che abbandonerà la frenetica Premier per il più tranquillo Portogallo.
Giunti oramai agli ultimi giri di orologio accade l'impensabile:l'area tedesca è oramai un campo di battaglia e ci entra anche il portierone danese dello United che scombussola le marcature dei bavaresi,permettendo a Sheringham di infilare la porta di Kahn e raggiunger il tanto inseguito pareggio;siamo ai minuti di recupero e si pensa che le due formazioni si affronteranno nei tempi supplementari,ma gli inglesi galvanizzati dal goal premono ancora per l'ultima volta...si scatena un furibondo batti e ribatti tra difensori ed attaccanti,e a quel punto il pallone finisce a Solskjaer che allunga il piede deviando alle spalle di Kahn...è l'apoteosi per i Red Devils che solo tre minuti prima bruciavano all'inferno ed ora toccano il cielo con un dito,mentre ai tedeschi ormai certi della vittoria crolla il mondo addosso...
Quella che doveva e pareva essere una finale come tante si trasforma in una delle pagine più epiche della lunga storia dell Coppa dei Campioni,con il Manchester United che risale sul trono d'Europa dopo i fasti di Sir Matt Busby ed il Bayern che dovrà invece attendere ancora due stagioni prima di tornare ad essere il n°1

Manchester United:Schmeichel,G.Neville,Irwin,Butt,Johnsen,Stam,Beckham,Blommqvist(67' Sheringham),Cole,Yorke(81' Solskjaer),Giggs.All.Ferguson
 Bayern Monaco:Kahn,Babbel,Tarnat,Kuffour,Linke,Matthaus(80' Fink),Basler(80'Salihamidzic),Jeremies,Jancker,Effenberg,Zickler(71' Scholl)All.Hitzfeld
Ammoniti:Effenberg

Arbitro:Collina(Ita)

martedì 22 marzo 2016

La partita del secolo

Nessuna immagine illustra la storia del calcio italiano meglio dell'esultanza di Gianni Rivera e Gigi Riva dopo il goal del 4-3 nella mitica semifinale mondiale dell'Azteca,quando il milanista con una voleè trafigge Sepp Maier mandando l'Italia intera in paradiso e sprofondando le genti teutoniche nel più arroventato degli inferni;soltanto l'esultanza di Marco Tardelli al Bernabeu può stare allo stesso livello come scarica adrenalica dell'episodio che segnò la fine di quella che viene definita"la partita del secolo",match che ha ispirato film,libri e che è quasi il simbolo di un'epoca.
I folli tempi supplementari di quella partita hanno scatenato la fantasia popolare quasi da assurgere alla rivincita dell'intera nazione italica di fronte al burbero e serioso vicino teutonico,sempre pronto a bacchettare e sbeffeggiare la tricolore arte di arrangiarsi salvo poi inchinarsi sovente ad essa;talmente stregati da quell'incontro perfino i messicani omaggiarrono quell'inno supremo al calcio con una targa scolpita sui muri dell'impianto di Città del Messico che ancora oggi ricorda l'evento.
L'Italia nel primo mundial messicano era giunta non senza le immancabili polemiche a giocarsi la finale sempre aggrappata alla rivalità o incompatibilità tecnica tra Gianni Rivera e Sandro Mazzola,giocatori simbolo delle squadre milanese;il ct Valcareggi con fare salomonico e forse tipicamente  italiano decise...di non decidere affidandosi ad una staffetta tra i due che passerà alla storia;per contro gli alemanni nei quarti avevano eliminato l'Inghilterra vendicandosi dopo quattro anni del furto di Wembley nella finale del 66'.
In queel'afoso pomeriggio messicano del 17 giugno(in Italia era notte fonda ma non molti erano a dormire...)i tedeschi si presentarono in campo zeppi di campioni,da Beckenbauer a Maier,dall'anziano Seeler a Muller passando per Vogts ed Overath;l'Italia inizia con Mazzola in campo e l'ostilità del pubblico tutto schierato coi tedeschi perchè gli azzurri avevano eliminato i padroni di casa.
La Germania chiude subito nella loro metà campo i nostri che ripartono in contropiede trovando il goal con Boninsegna dopo 8' minuti e da li in poi sarà il copione della partita,coi tedeschi all'assalto all'arma bianca anche se senza molta lucidità e l'Italia in una strenua difesa che esalta le doti di combattenti proprie di alcuni azzurri;il portiere Albertosi compie miracoli in serie aiutato anche dalla traversa,i nostri traballano anche perchè con l'ingresso di Rivera il centrocampo protegge meno la difesa ma comunque resistono stoicamente agli assalti teutonici che avvengono a pieno organico guidati da un'eroico Kaiser Franz Beckenbauer che rimane in campo nonostante la clavicola fratturata.
Quando oramai gli azzurri assaporano la finale ,al 90' in spaccata il milanista Schnellinger li gela mandando ala contesa ai tempi supplementari dopo un'incontro vibrante si ma che comunque rientra nei canoni di una semifinale di Coppa del Mondo;qui termina in un certo senso la partita di calcio ed inizia la leggenda dell'Azteca.
L'Italia rimane senza lo stopper Rosato e il cobra Muller ne approfitta per portare in vantaggio la Germania,passano appena 4' e Burnigh arcigno difensore segna uno dei rari goals della sua carriera;i tedeschi paiono in ginocchio lamentando anche le scorie dei supplementari nei quarti contro l'Inghilterra quando un fulminante diagonale di Gigi Riva si insacca riportando in alto i colori azzurri.
Ma si sa benissimo che lo spirito dei tedeschi è indomabile ed al 5°minuto del secondo supplementare in una partita ormai senza più logica ancora il solito mortifero Gerd Muller riporta in vita gli alemanni con un goal sul qual Rivera,appostato sulla linea di porta senza intervenire, ha le sue colpe ed Albertosi gliele rimarca.
Punto nell'orgoglio o in preda a chissà quale angelico demone l'abatino d'oro si butta in avanti cogliendo la rete del definitivo 4-3 con una voleè sotto porta che Maier non può intercettare,elevando ad estasi pura quella che fino al 90' era una semplice partita di calcio;quello che succede al fischio finale qui in Europa è un cocktail di emozioni contrapposte che vedono scontrarsi la gioia irrefrenabile degli italiani che scendono in strada come se avessero già vinto la Coppa con quella che da parte tedesca viene vissuta quasi come un 'umiliazione,scatenando la rabbia verso i moltissimi immigrati italiani che lavorano in terra teutonica fin quasi a rsentare una vera e propria caccia all'uomo.
Sono passati 46 anni da quel magico pomeriggo messicano,ma sicuramente chi ha avuto la fortuna di viverla e l'opportunità di raccontarla non dimenticherà mai"La partita del secolo".

Italia:Albertosi,Burgnich,Facchetti,Bertini,Rosato(Poletti91'),Cera,Domenghini,Mazzola(46'Rivera),Boninsegna,De Sisti,Riva.All.Valcareggi
GermaniaOvest:Maier,Vogts,Patzke(63'Held),Beckenbauer,Schnellinger,Schultz,Grabowski,Seeler,Muller,Overath,Lohr
(53'Libuda ).All.Schon

Marcatori:8'Boninsegna,90'Schnellinger,94'-110'Muller,98'Burgnich,108'Riva,111'Rivera.

Ammoniti Italia:Albertosi,Rosato,Domenghini,De Sisti.
               Germania Ovest:Muller,Overath.