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domenica 28 agosto 2016

I 96 anni della Spagna

Compie proprio oggi 96 primavere la nazionale spagnola:era infatti il 28 agosto 1920 quando le future furie rosse scendevano in campo per la prima volta nelle loro storia e lo facevano subito al cospetto di un pubblico prestigioso,ovvero quello delle Olimpiadi di Anversa;in quell'occasione l'avversario fu la Danimarca che venne sconfitta per 1-0 consentendo alla Spagna di inaugurare un cammino che l'avrebbe portata all'argento.
Strana storia quella della selezione iberica che fa la sua apparizione sulla scena internazionale parecchio tempo dopo le altre compagini più blasonate, e dovrà attendere più di 80 anni prima di vedere riconosciuto il proprio valore in maniera definitiva,perchè se si esclude l'europeo del 64' le furie rosse mai erano arrivate in fondo ad un torneo prestigioso nel dopoguerra.
Di quella prima squadra facevano parte due personaggi destinati a diventare leggendari nel futbol iberico,ovvero il portiere Ricardo Zamora e l'attaccante basco Rafael Aranzadi detto"pichichi";entrambi faranno la storia del calcio spagnolo e daranno in seguito il loro nome a due prestigiosissimi trofei individuali che premiano il miglior portiere ed il miglior goleador della liga.
Molte e molte sono state le stelle che hanno illuminato il cammino degli spagnoli,ma è soltanto con l'avvento del calcio ragionato e palleggiato del Barcellona che hanno saputo tradurre le potenzialità in vittorie:insomma sarà strano ma la Spagna deve dire grazie alla Catalogna se è diventata regina.

venerdì 26 agosto 2016

Il Perugia e lo sponsor

Questo stesso giorno di 37 anni fa si disputava la seconda giornata della fase a gironi della Coppa Italia,ed il Perugia compi un'atto destinato a passare alla storia del calcio italiano:gli umbri infatti scesero in campo con una maglia sponsorizzata,cosa assolutamente vietata dalla federcalcio che ammetteva solo gli sponsor di materiale tecnico.
Gli umbri per aggirare l'ostacolo crearono un'azienda ad hoc e ne piazzarono il nome sotto lo stemma del grifone,posto riservato appunto al marchio delle aziende che fornivano il materiale da gioco;i vertici della federcalcio la vietarono immediatamente e da li ne nacque un contenzioso che portò nel 1981 la lega calcio ad aprire in modo definitivo agli sponsor.
Pare una vicenda di un passato lontanissimo ed in parte lo è pure se solo pensiamo a cos'è diventato oggi il calcio dove a dettare legge di fatto sono appunto sponsor e televisioni;nell'Italia di fine anni 70' ed inizio anni 80' invece la vicenda venne vissuta quasi come uno scandalo con il, nome di una ditta che andava a sporcare una divisa sportiva.
Particolare curioso il fatto che l0'unico a non indossare la maglia sponsorizzata era Paolo Rossi,il quale aveva già un'accordo in esclusiva con un'altra ditta e di conseguenza fu esentato dall'indossare la veste incriminata.

giovedì 25 agosto 2016

Numeri sulle maglie:la prima volta

Era il 25 agosto di ben 88 anni fa quando Arsenal e Chelsea per la prima volta nella storia scendevano in campo con maglie numerate per permettere agli spettatori di riconoscere i calciatori;quella che a noi del ventunesimo secolo può apparire come una sciocchezza era invece per l'epoca una rivoluzione,visto che fino ad allora i giocatori vestivano divise prive di numerazione.
L'idea era stata lanciata negli Stati Uniti 4 anni prima e venne introdotta in Europa dalla Football League:i numeri venivano all'inizio assegnati considerando il ruolo di ogni giocatore, e teniamo presente che visti gli schemi dell'epoca alcune assegnazioni a noi apparirebbero del tutto incomprensibili ma allora non era cosi .
Una novità che fa il paio con quella dei nomi stampati sul retro delle magliette,usanza introdotta sempre dagli inglesi nella stagione 93/94 e mutuata poi in seguito da tutte le leghe del mondo ed anche dalle associazioni internazionali quali Uefa e Fifa;come consuetudine anche questa novità fu importata dagli States dove era in uso da moltissimo tempo per incrementare il marketing delle società
Quando vigeva la numerazione tradizionale le imprese di alcuni calciatori hanno reso certi numeri leggendari,come ad esempio il 10 di Pelè e Maradona,il 14 di Cruijff o il 13 di Mueller;costume che con i  numeri fissi è andato purtroppo scomparendo.

martedì 23 agosto 2016

La panchina lunga

Sono passati esattamente quattro anni oggi da quando la Figc ha deciso di variare le norme e permettere quindi agli allenatori di portare in panchina molti più uomini rispetto ai sette che fino ad allora erano consentiti;questo ha dunque dato modo ai vari tecnici di evitare scelte pre partita che scontentassero questo o quel giocatore,ed al tempo stesso dando loro maniera di scegliere tra più opzioni a gara in corso.
Una normativa che nel corso dell'ultra centenaria storia del calcio ha subito innumerevoli cambiamenti,passando dall'impossibilità di effettuare cambi a match in atto creando il famoso"zoppo all'ala sinistra",fino ad arrivare appunto ad un numero di calciatori a disposizione francamente eccessivo.
Questo abuso della scelta delle posssibili sostituzioni ha portato ad un'allargamento indiscriminato delle rose,ampliando ancor di più i problemi economici che attanagliano il calcio nazionale da moltissimo tempo purtroppo e facendo si che certe scelte della vigilia da parte dei tecnici fossero ulteriormente rimandate o addirittura non fatte.
Quando si passò dai due cambi con cinque uomini in panchina ai tre con sette,si parlò di rivoluzione epocale:ecco forse il calcio di oggi avrebbe bisogno di meno rivoluzioni epocali ed un pò più di buon senso da parte di tutti.

Stoccarda,nobile decaduta

E' una delle compagini storiche della Bundesliga,nata addirittura 123 anni fa:lo Stoccarda ha dunque contribuito in modo significativo a fare la storia del calcio tedesco,eppure negli ultimi anni scelte sbagliate e la cronica mancanza di capitali importanti che investe diverse squadre europee lo ha relegato nelle posizioni di rincalzo.
Dopo alcune stagioni tribolate nello scorso mese di maggio è avvenuta la retrocessione in Zweite Bundesliga già più volte sfiorata nel secondo decennio del nuovo millennio;un sodalizio che ha partecipato pure ad una finale di Coppa Uefa poi persa con il Napoli di Maradona si è dovuto dunque arrendere in un tenzone che vedeva coinvolta anche un'altra grande storica,ovvero l'Amburgo.
Singolare e triste il fatto che nella città che ha visto cresere e svilupparsi industrie quali la Daimler-Benz oppure la Porsche,non ci sia stato nessuno che abbia avuto l'ardore o la voglia di investire nel calcio per permettere al club almeno di navigare inzone più tranquille di classifica.
La squadra che in passato fu di Buchwald e Mario Gomez per citarne soltanto due, dovrà dunque ripartire dalla serie cadetta e si sa che non sempre la risalita dagli inferi è facile per chi non è abituato a lottare su ogni pallone edin ogni partita col coltello tra i denti.

domenica 21 agosto 2016

Athletic,meravigliosa eresia

In un calcio oramai globalizzato a tutti i livelli e dominato sempre di più dai soldi,spiccano ancora qua e la delle"pecore nere",isole dove il tempo pare essersi fermato o quantomeno aver rallentato;una di queste è l'Athletic Club di Bilbao,squadra che più di ogni altra simboleggia l'attaccamento dei baschi alla loro terra ed alle loro tradizioni.
Quest'anno ancora una volta i biancorossi si presentano al via della Liga competitivi e con una formazione di soli giocatori nati o cresciuti calcisticamente in Vizcaya;è questo un dogma assoluto ed immutabile,visto che ad un sondaggio del club sul possibile acquisto di stranieri i tifosi hanno risposto per il 96% con un no.
Il San Mames,lo stadio dei baschi è soprannominato la cattedrale perchè ogni volta che scende in campo l'Athletic è come se con esso ci fossero tutte le genti basche fiere ed orgogliose del loro modo di essere ed in contrapposizione con la capitale usurpatrice Madrid.
L'anno scorso i biancorossi si sono classificati a ridosso della zona Champions,quindi l'obiettivo di questa annata che può essere centrato con un pò di fortuna è proprio l'entrata nella massima competizione europea,sempre lanciando giovani com'è nel dna del club.

giovedì 18 agosto 2016

L'inizio di Lippi

Era il 18 agosto 2004 quando Marcello Lippi esordiva sulla panchina della nazionale italiana reduce dal biscotto europeo di Portogallo 2004 ed ancor prima dall'infausta trasferta nippo-coreana del 2002;l'ex allenatore della Juventus parte con una sconfitta in terra islandese,non immaginando forse che soltanto 2 anni più tardi verrà osannato come terzo mister italiano capace di portare gli azzurri sul tetto del mondo.
Lippi era reduce dai tre anni del suo ritorno alla Juventus in cui aveva conquistato altri due scudetti fallendo però nuovamente l'assalto alla Champions League nella finale dell'Old Trafford persa contro il Milan;con il suo ingaggio si rafforzava dunque la teoria dei selezionatori non più prodotto della scuola federale ma presi direttamente in uscita dal un grande club.
Il toscano dal sangue caldo riuscirà ad arrivare alla Coppa del Mondo nonostante il vivaio italiano già 10 anni orsono avesse iniziato la propria parabola discendente,fiaccato dall'egoismo dei clubs e dal loro ricorrere sistematicamente ai giocatori stranieri;nonostante questo Lippi costruisce un gruppo unito e coeso che facendo leva su di una grande difesa riuscirà a far proprio l'alloro iridato.
Come molti sportivi tuttavia,anche Lippi commetterà l'errore di tornare dove era già stato vincente, e la seconda avventura in azzurro risulterà fallimentare;noi però vogliamo ricordarlo nella magica notte di Berlino in cui Cannavaro issa in cielo la Coppa.

mercoledì 17 agosto 2016

L'addio di Van Basten

Il 17 agosto di 21 anni fa dava l'addio al calcio uno dei più  forti giocatorie della storia,ovvero Marco Van Basten:l'olandese si arrendeva cosi dopo oltre due anni di calvario alla sua caviglia che non gli permetteva di tornare ad essere un calciatore professionista a tutti gli effetti nonostante le numerosissime operazioni alle quali si era sottoposto.
Van Basten ha rappresentato una sorta di trait d'union tra l'attaccante moderno dotato di forza fisica e capacità di collaborare con la squadra,e quello antico dotato di tecnica e colpo di palla davvero atipici per un giocatore della sua mole;esordi nel grande calcio sostituendo nientemeno che Johan Cruijff, e come lui fu una bandiera dell'Ajax prima di approdare al Milan dove vinse tutto a livello di clubs.
Capace di riprendersi una prima volta dai guai che gli procurava la caviglia destra,trascinò nel 1988 l'Olanda all'unico titolo della sua storia risultando capocannoniere e miglior giocatore di Euro 88';abbandonò a 31 anni dopo che da oltre due non riusciva più a calcare un terreno di gioco,essendo nella fase matura della sua carriera e potendo dare ancora tanto al calcio giocato.
Dopo il ritiro intraprese la carriera di allenatore che però non gli ha dato le stesse soddisfazioni di quella sul rettangolo verde;per chi lo ha ammirato ed amato lui rimarrà per sempre il cigno di Utrecht,leggiadro e potente al tempo stesso.

martedì 16 agosto 2016

Made in France

Divise da una rivalità storica che si perde nella notte dei tempi,nell'era moderna Francia ed Inghilterra hanno dato sfogo alle loro divergenze soprattutto su di un campo da rugby,sport che ha trovto nei transalpini degli interpreti più fantasiosi rispetto ai britannici;nel calcio invece questa rivalità non è mai esplosa veramente,lasciando a Germania ed Italia lo scettro continentale.
Fa comunque specie il fatto che dalla creazione della Premier League 25 anni fa,i francesi siano stati di gran lunga i calciatori più ricercati dai teams inglesi;su tutti ovviamente l'Arsenal che su Vieira,Pires ed Henry ha costruito moltissime delle sue fortune ad inizio del nuovo millennio tradendo una tradizione di calcio apatico ed a volte noioso.

D'altra parte il primo calciatore non britannico ad entrare veramente nel cuore del calcio d'oltre manica è stato niente meno che un certo Eric Cantona che,ripudiato in patria per i suoi atteggiamenti supponenti e per il carattere ribelle,ha trovato in terra d'albione una seconda casa dove dare sfogo al suo estro ed alla sua fantasia.
Negli ultimi anni il trend si è un pò affievolito per una leggere crisi del vivaio dell'esagono e per il fatto che oramai arrivano stranieri davvero da tutto il ondo in Inghilterra,ma il francese ha sempre un'attrattiva particolare per i nuovi manager britannici.

lunedì 15 agosto 2016

Italia campione olimpico

Era il ferragosto di 80 anni fa ed i Giochi Olimpici si disputavano nel covo del male,ovvero nella Berlino cuore del regime nazista:era il ritorno del calcio alle Olimpiadi e l'Italia campione del mondo si trovava nel bel mezzo del suo ciclo d'oro;in finale si ritrovano le avversarie di tante sfide degli anni trenta,ovvero gli azzurri coontro il Wunderteam austriaco che di li a poco rimarrà vittima come tutta la nazione della follia hitleriana attraverso l'anscluss.
Il match di finale per la medaglia d'oro va a finire ai tempi supplementari ed eroe per gli italiani è Annibale Frossi,occgialuta la sinistra da poco acquistato dall'Ambrosiana,nome che il regime fascista costrinse l'Inter ad adottare per marcarne l'italianità.
Selezionatore anche di quella squadra era Vittorio Pozzo che già aveva guidato gli azzurri al trionfo romano di due anni prima in Coppa del Mondo_;un ciclo epico ed irripetibile quello del giornalista-allenatore che verrà poi ingiustamente messo da parte a fine guerra per via della sconfitta subita 4-0 dall'Inghilterra a Torino con il famoso goal impossibile di Mortensen.
Scenario del trionfo italiano è lo stesso Stadio Olimpico che nel 2006 vedrà Lippi ed i suoi mettere il sigillo sulla quarta Coppa del Mondo per l'Italia grazie alla vittoria ai rigori contro la Francia.

I calendari ballerini

Fra le tante cose che il presidente della Fifa Infantino deve fare,c'è anche una seria ed approfondita analisi dei calendari internazionali e dei possibili scompensi che provoca l'accavallarsi di impegni tra clubs e nazionali;a lanciare l'ultimo allarme in ordine di tempo è stato Luis Enrique che si è visto portare via per 10 giorni ii tre assi del MSN alla vigilia dell'ultimo clasico contro il Real.
Quella dei calendari è una questione annosa in cui i parte ha cercato di provvedere l'Uefa spostando i match dal sabato-mercoledi al venerdi-martedi,togliendo però il fascino di due giornate classicamente dedicate ai match internazionali siano di selezioni o di clubs.

Bisogna anche dire per amor di onestà che rispetto al passato,quando gli incontri di qualificazione europea e mondiale erano lasciati al libero arbitrio delle singole federazioni la situazione è decisamente migliorata  ma il fatto ad esempio che i migliori calciatori sudamericani militino tutti in Europa complica le cose visto che oramai da tempo la Conmebol ha deciso di fare disputare un girone unico per la Coppa del Mondo sottoponendo le 10 squadre sudamericane ad un tour de force insensato.
In definitiva come sempre tutte le componenti dovranno sedersi ad un tavolo e discutere:il poroblema è al solito vedere se si vuole un calcio che sia ancora sport oppure soltanto un business fine a se stesso...

domenica 14 agosto 2016

Il sottomarino naviga ancora

Bella storia e dal sapore antico quella del Villareal,formazione spagnola che è riuscita nel corso della sua storia anche a raggiungere una semifinale di Champions League:uscita dall'anonimato ad inizio anni 2000 è riuscita a ritagliarsi uno spazio importante in seno al calcio iberico pur non potendo contare su di un bacino vasto come altre big.
Nell'ultima stagione il submarino amarillo come viene chiamata dai tifosi la squadra valenciana,è tornata a bussare all'Europa che conta garantendosi con largo anticipo il quarto posto in Liga che vale il preliminare dì Champions;questo è avvenuto dopo che al termine del ciclo d'oro i giallli erano finiti addirittura in seconda divisione subendo un tracollo non da poco.
Ora la nuova rinascita e l'apertura si spera di un nuovo filone di successi perchè già il poter lottare con le grandi di Spagna è un successo per questa formazione che non può contare ne su sponsor munifici ne sull'apporto di facoltosi soci che ne sovvenzionino il cammino;tutto quello chesi riesce a produrre è frutto di lavoro,programmazione  esacrifico a tutti i livelli e di questo dalle parti di Villareal ne sono perticolarmente orgogliosi.

martedì 9 agosto 2016

La partita della morte

Riocrre oggi l'anniversaio di una delle pagine di sport e di storia più tragiche della seconda guerra mondiale:il 9 agosto 1942 si disputò a Kiev quella che passerà alla storia come la partita della morte,voluta dai gerarchi nazisti per sottomettere ed umiliari gli occupati ucraini.
Il match doveva essere una farsa per esaltare la razza ariana,ma i giocatori della squadra di Liev si batterono con orgoglio e pieno spirito sportivo riuscendo a vincere la partita, ma purtoppo questa loro lealtà verso la propria dignità costò loro la vita visto che furono tuttti fucilati.
La partita sarà poi ripresa quarant'anni dopo da John Houston per il famosissimo film Fuga per la Vittoria,interpretato da Sylvester Stallone,Pelè,Michael Caine ed altri famosi attori ed ex calciatori;l'ambientazione ed il finale cambiano rispetto alla storia originale,dato che siamo a Parigi ed i giocatori sono prigionieri alleati che poi riusciranno a fuggire,ma la sostanza del film ricalca la storia tragica degli eroi di Kiev.

domenica 7 agosto 2016

Le leggende non vanno in pensione

E' di questi giorni la notizia che l'Arsenal ha promosso il suo ex giocatore Fredrik Ljungberg alla guida della selezione under 18 del club in sostituzione di un'altro campione del passato,Thierry Henry:è questa una prassi consueta dei teams britannici che si avvalgono dell'esperienza dei loro grandi giocatori del passato per far crescere i nuovi virgulti.
Un modo per coinvolgere le stelle che hanno fatto sognare i tifosi e che altrimenti una volta appesi gli scarpini al chiodo si troverebbero fuori dal grande giro,a meno che non volessero intraprendere la carriera di allenatori professionisti con tutti i pro ed i contro del caso;una maniera anche per i sostenitori di poter magari anche avvicinare quei giocatori che una volta che erano sul rettangolo di gioco risultavano difficilmente avvicinabili.
Una consuetudine che non viene seguita sempre dai grandi clubs e europei,ed in particolare da quelli italiani che preferiscono affidare i ragazzi a preparatori  si qualificati ma che mancano dell'esperienza sul campo da poter trasferire ai ragazzi;un'aspetto che forse si dovrebbe riconsiderare vista la difficoltà del calcio nazionale a produrre giovani talenti manifestata negli ultimi anni.

sabato 6 agosto 2016

Eto'o,finale triste

E' stato uno degli attaccanti più forti del mondo,ed ha fatto parte del primo ciclo vincente del Barcellona nel nuovo millennio prima di essere allontanato da Guardiola e finire all'Inter vincendo un'altra Champions:Samuel Eto'o nel suoperiodo di maggior fulgore riusciva a decidere le partite anche da solo e fa tristezza vedere ora che il suo finale di carriera si è votato solo ed esclusivamente al denaro.
Dopo il triplete nerazzurro infatti il camerunense accettò la spropositata offerta dell'Anzhi andando a finire in una semisconosciuta formazione caucasica che giocava però in quel di Mosca,divenendo il calciatore più pagato al mondo ma sparendo di fatto dal grande calcio.
Terminata l'esperienza russa per lui ci sono stati anche il Chelsea,l'Everton,la Sampdoria prima di andare in Turchia ancora alla ricerca di denaro;con questa spasmodica ricerca del soldo Eto'o ha dimostrato che forse Guardiola non aveva tuttimi torti quando lo ha allontanato dal Barcellona,ed inoltre a seguito di questo girovagare è andata perdendosi anche la professionalità che pure il giocatore aveva mostrato nel passato in blaugrana.
Davvero un peccato per un'uomo che è stato comunque uno dei pezzi forti del calcio internazionale ma che evidentemente in un determinato momento della sua vita alla gloria eterna ha preferito il lusso e l'agiatezza.

sabato 30 luglio 2016

30 luglio 1930:Uruguay campione

Era il 30 luglio 1930 quando l'Uruguay battendo l'Argentina per 4-2 all'Estadio Centenario di Montevideo si laureò primo campione del mondo di calcio aggiudicandosi la Coppa Rimet;una vittoria ottenuta nel periodo di maggior fulgore della sua storia e contro l'avversario di mille battaglie rioplatensi.
Gli uruguagi erano campioni olimpici in carica e la Fifa assegnò loro l'organizzazione dell'evento per festeggiare il secolo dell'indipendenza nazionale;molte squadre europee rinunciarono alla competizione a causa dei costi molto alti per il viaggio e per il fatto che alcuni giocatori avevano problemi a liberarsi dal posto di lavoro non essendo ancora professionisti:gli inglesi ritenendosi superiori non parteciparono e cosi sarà fino al 1950.
La Celeste forte di campioni quali Nasazzi,Mascheroni e Stabile vinse le tre partite che conducevano in finale dove appunto ebbe la meglio in rimonta sull'Argentina del capocannoniere del torneo Stabile;anche l'Albiceleste arrivò agevolmente all'atto finale del torneo potendo contare su di un'attacco formidabile:l'unica formazione europea a qualificarsi per le semifinali fu la Jugoslavia travolta però dalla furia agonistica degli argentini.
Quell'edizione segnò l'avvio di una nuova era per il calcio che passò dall'essere fenomeno popolare ma comunque circoscritto a vera e proprio isteria di massa;a allora molte cose sono cambiate e non tutte in meglio purtroppo,ma rimane comunque intatta la passione che questo sport sa scatenare.

mercoledì 27 luglio 2016

Legge Bosman 20 anni dopo

Sono passati all'incirca vent'anni da quando la corte europea diede ragione a Jean Marc Bosman riguardo alla causa da lui intentata contro il Liegi che non voleva dargli la possibilità di trasferirsi dove voleva;tanta acqua è passata sotto i ponti da quella sentenza che non trasformò la vita di Bosman ma che al contrario rivoluzionò il calcio continentale stravolgendolo.
Quella che fu giustamente definita una sentenza storica cambiò radicalmente il modo di rapportarsi tra società di calcio e calciatori,dando a questi enorme potere e facendo assurgere a semi dei i procuratori che da allora governano di fatto l'intero calciomercato;in tutto questo Bosman non ci guadagnò granchè tanto che ora conduce una vita modesta a differenza dei calciatori da lui di fatto aiutati.
Uno degli effetti più deleteri a posteriori fu la libera circolazione dei giocatori considerati alla stregua di normali lavoratori:questa norma ha portato nel corso degli anni alla quasi distruzione dei vivai nazionali ed alla perdita di talune peculiarità presenti nelle varie scuole nazionali;un'impatto che ha cambiato il calcio come poche altre volte nella propria storia e che ha prodotto disparità economiche una volta quasi sconosciute.
Vincere o perdere è quasi diventato di secondaria importanza,tutto sacrificato sull'altare di fatturato e guadagno:non penso che il povero Bosman mirasse a questo quando intentò la propria causa all'alta corte di Strasburgo.

sabato 23 luglio 2016

L'Uruguay batte il Brasile campione

Il 23 luglio 1995 l'Uruguay batte il Brasile campione del mondo aggiudicandosi la Copa America organizzata in casa:è un trionfo quello della Celeste avvenuto ai rigori ma che mantiene intatta la tradizione che vuole i rioplatensi sempre vincenti quando son padroni di casa in una manifestazione internazionale.
Una sconfitta che lascia l'amaro in bocca ad un Brasile che solo dodici mesi prime era diventato tetracampeao sconfiggendo sempre dagli undici metri la nazionale azzurra al termine di una delle finali più brutte mai viste in una Coppa del Mondo;la fantasia dei verdeoro unita ad una concezione tattica oramai di stampo europeo nulla possono contro la garra e la voglia di vincere che mettono in campo gli uruguagi di fronte ai loro tifosi al Centenario di Montevideo.
Un'edizione quella del 1995 che vede l'argentina bicampione in carica abdicare scottata ancora dal caso Maradona vissuto l'anno prima durante la Coppa del Mondo statunitense:l'Albiceleste è in una fase di trapasso generazionale e sul campo questo si vede benissimo;a destare l'attenzione generale anche la presenza di Messico e Stati Uniti che vengono invitate dalla Conmebol per aumentare il numero di squadre.
Capitano e trascinatore morale dell'Uruguay è Enzo Francescoli che abbandonate le platee europee rientra in Sudamerica per riprendere la storia interrotta con il River Plate:in quel 1995 però tutto il suo carisma è al servizio della celeste nuovamente sul trono continentale.

venerdì 22 luglio 2016

Gianni Agnelli alla presidenza della Juve,era il 1947

IL 22 luglio 1947,quasi sttent'anni fa Gianni Agnelli saliva alla presidenza della Juventus iniziando per il club bianconero una stagione che lo avrebbe portato a toccare cime elevatissime in Italia ed in Europa:il giovane Gianni assieme al fratello Umberto sarà il fautore della crescita che ha portato il sodalizio torinese a dettare legge in Italia e ad essere uno dei più rispettati e vincenti nel mondo grazie a fior di campioni che negli anni ne hanno vestito la maglia.
Gianni Agnelli non fu sempre il n°1 esecutivo della società,ma dietro ogni decisione e scelta fatta c'era sempre il suo parere ed il suo assenso,e fu lui a far si che Giampiero Boniperti assumesse le redini della presidenza all'inizio degli anni 70' inaugurando la stagione più prolifica e vincente nella storia del club coadiuvato da Giovanni Trapattoni.
Celebri sono le sue telefonate all'alba fatte all'allenatore di turno o al campione da lui preferito in quel momento:famosissimo il suo innamoramento calcistico per Sivori prima e per Michel Platini poi,favorito anche da un'affinità caratteriale e da un certo savoir faire che entrambi avevano,oltre che per un'inclinazione tutta particolare ad esprimere quello che pensavano tramite delle battute.
In molti pensano che con lui in vita i fatti del 2006 non sarebbero mai accaduti,ed anche se la Juventus ha continuato a vincere anche dopo la sua scomparsa il suo essere presente alla partitella in famiglia di Villar Perosa o il suo attaccamento alla squadra rimarranno sempre ben vivi in tutti gli juventini.

martedì 19 luglio 2016

19 luglio 1966:La fatal Corea

Ricorre in questa data una delle giornate più infauste ed ingloriose per il calcio italiano:il 19 luglio 1966 infatti si consumò l'inaspettata e clamorosa disfatta contro la Corea del Nord nella Coppa Rimet disputata in Inghilterra;l'Italia era inserita nel girone con Urss,Cile ed appunto Corea e pareva questo un raggruppamento pienamente alla portata degli azzurri considerando poi che si giocava in Europa e non più in Sudamerica come quattro anni prima.
Vinta la prima sfida contro i cileni vendicando cosi la rissa di Santiago 62'gli italiani incappano nell'Urss che vince per 1-0 costringendo i nostri allo spareggio contro i coreani:tutti considerano questo match una formalità ma si accorgeranno ben presto che non sarà cosi
Esattamente 50 anni fa l'Italia calcistica scopriva a sue spese che si giocava a calcio anche in Corea,e lo fece grazie alla rete diun dentista divenuto leggenda  e ricordato come il giustiziere dell'italica boria:Pak Doo Ik con un tiro alla destra del portiere fulminò gli azzurri e l'intera penisola,facendo assurgere a simbolo di disfatta quella partita che da allora viene annoverata tra le pagine più nere del nostro sport.
Le conseguenze immediate frono i pomodori lanciati dai tifosi ai giocatori di rientro dall'Inghilterra,mentre nel lungo termine furono chiuse le frontiere e quindi potevano giocare in Serie A soltanto stranieri che già vi militassero prima del 1966:prese avvio uno dei periodi più floridi per la valorizzazione dei talenti nostrani.